L’immunoterapia specifica nelle allergopatie respiratorie

Le allergopatie respiratorie sono reazioni infiammatorie immunomediate indotte dalla risposta del sistema immunitario all’esposizione a sostanze che, per la maggior parte degli individui, sono innocue. I sintomi nascono da una risposta immunologica definita di tipo 2 (Th2) ad allergeni inalanti (come ad esempio pollini, acari della polvere, muffe o epiteli di animali) con produzione di IgE, attivazione di mastociti, basofili ed eosinofili lungo tutto l’albero respiratorio, dal naso ai bronchi.

I farmaci normalmente utilizzati nella gestione delle allergopatie respiratorie sono gli antistaminici e corticosteroidi topici che controllano i sintomi, ma non modificano il meccanismo immunologico né prevengono nuove sensibilizzazioni o l’evoluzione della rinite verso l’asma.

L’immunoterapia specifica (ITS) rappresenta l’unico trattamento in grado di modificare la storia naturale delle allergopatie respiratorie, riducendo i sintomi, l’uso dei farmaci e il rischio di evoluzione verso l’asma.

Che cos’è l’immunoterapia specifica?

L’ITS consiste nella somministrazione ripetuta di estratti dell’allergene responsabile dei sintomi. In pazienti con documentata sensibilizzazione IgE‑mediata e correlazione clinica con l’esposizione all’allergene, tale terapia immunologica induce la deviazione della risposta immunologica verso un profilo Th1, regolatorio, determinando una serie di importanti modifiche: aumentano i linfociti T regolatori che secernono IL‑10 e TGF‑β, si riducono le citochine Th2, diminuisce il reclutamento di cellule effettrici, e, a livello umorale, si osserva uno switch verso IgA e IgG4 specifiche. Quest’ultime competono con le IgE per il legame all’allergene e formano anticorpi “bloccanti” in grado di impedire l’attivazione dei mastociti e la presentazione dell’antigene alle IgE.

Le principali modalità di somministrazione sono l’immunoterapia sottocutanea (SCIT) tramite iniezioni e quella sublinguale (SLIT), in gocce o compresse. I protocolli prevedono una fase di induzione a dose crescente seguita da una fase di mantenimento continua per allergeni perenni o pre‑stagionale e stagionale per i pollini.

L’ITS trova applicazione soprattutto nella rinite/rinocongiuntivite allergica e asma lieve‑moderato associati a pollini, acari della polvere o altri aeroallergeni, quando la terapia sintomatica (antistaminici, corticosteroidi topici) non garantisce un controllo soddisfacente.

In particolare, le linee guida (ARIA, EAACI) raccomandano ITS nei casi di rinite moderata‑severa, intermittente o persistente, insufficiente risposta alla terapia standard, nell’asma controllata e in pazienti di età ≥5 anni.

Immunoterapia specifica: per quanto tempo?

Diversi studi clinici randomizzati hanno dimostrato che sia SCIT che SLIT riducono in modo significativo i sintomi nasali/oculari e il consumo di farmaci nei pazienti con rinite stagionale e perenne, evidenziando anche una persistenza dell’effetto. I dati convergono nel raccomandare una durata minima di tre anni per ottenere una vera modificazione di malattia e tolleranza a lungo termine.

Nei bambini con rinocongiuntivite pollinica senza asma diversi studi hanno documentato che l’ITS effettuata per almeno tre anni riduce il rischio di comparsa di sintomi asmatici e l’uso di farmaci broncodilatatori negli anni successivi. Inoltre l’ITS si è dimostrata in grado di diminuire la probabilità di sviluppare nuove sensibilizzazioni ad altri aeroallergeni rispetto alla sola terapia farmacologica, suggerendo un effetto protettivo sull’“espansione” del profilo di sensibilizzazione allergica. Sebbene alcune evidenze siano di grado moderato, questo potenziale di prevenzione rafforza il ruolo dell’ITS non solo come terapia, ma come strumento di gestione globale delle allergopatie respiratorie nel lungo periodo.


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Articolo a cura di Maria Chiara Braschi, Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche

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