Secondo i dati del servizio europeo Copernicus Climate Change Service, agosto 2026 è stato il mese più caldo mai registrato a livello globale (a pari merito con luglio 2023), raggiungendo una media di 1,65°C al di sopra dei livelli preindustriali. Per le allergie da pollini possiamo prevedere i seguenti scenari:
Autunno 2026: caldo anomalo e rischio di eventi estremi
Temperature superiori alla norma. Per i mesi di ottobre, novembre e dicembre si prevede un autunno sensibilmente più caldo della media storica su tutta la penisola italiana e rischio di fenomeni alluvionali lampo e lo sviluppo di cicloni simil-tropicali lungo le aree costiere.
Inverno 2026-2027: una stagione divisa in due
Le proiezioni probabilistiche indicano che l’inverno non sarà omogeneo.
Prima fase (mite e umida): l’avvio dell’inverno (dicembre – inizio gennaio) dovrebbe essere dominato da correnti oceaniche, determinando condizioni complessivamente miti ma anche piovose, in particolare al Centro-Sud.
Seconda fase (la possibile incognita del gelo): nonostante la tendenza generale a temperature superiori alla media, gli esperti avvertono che i forti riscaldamenti dell’aria legati al Super El Niño possono destabilizzare il Vortice Polare. Se il Vortice dovesse frantumarsi nella seconda parte dell’inverno (tra fine gennaio e febbraio), si potrebbero verificare improvvise e intense incursioni di aria gelida tardiva anche verso il Mediterraneo, aumentando drasticamente la variabilità climatica.
Gli studi più recenti confermano una correlazione matematica: inverni più caldi e con meno giorni di gelo portano a un aumento drastico dei pollini arborei totali. Sebbene l’inverno sia considerato una stagione di riposo, le anomalie termiche previste per la prima parte della stagione sposteranno i normali cicli biologici.
Cosa è previsto nello specifico per i pollini allergenici?
Il fenomeno del “polline di Natale”: le piante della famiglia delle Cupressacee (Cipresso e Ginepro) tendono ormai a fiorire molto presto. Le previsioni di un ottobre-dicembre con temperature sopra la media accelereranno questo processo, con fioritura anticipata ed esplosiva.
Il picco: gli allergologi avvertono che i primi sintomi da cipresso, storicamente attesi a gennaio, potrebbero manifestarsi già tra Natale e Capodanno, in
particolare al Centro-Sud e lungo le aree costiere favorite dal clima mite.
Inizio precoce a gennaio: Il Nocciolo e l’Ontano saranno tra i primissimi alberi a rilasciare pollini nel nuovo anno. Con le correnti miti oceaniche attese nella prima fase dell’inverno, la produzione di queste Betulacee inizierà in modo estremamente precoce.
Articolo a cura di Renato Ariano, Specialista in Allergologia e Pneumologia, Bordighera (IM), originariamente pubblicato su PollinieAllergia.Net
