Dal Congresso Nazionale AAIITO di Bari il richiamo degli allergologi: «La disponibilità di un presidio salvavita non può dipendere dalla Regione di residenza».
Bari, 9 maggio 2026 – In caso di anafilassi, ogni minuto conta. L’adrenalina rappresenta il trattamento di prima linea per bloccare una reazione allergica grave e potenzialmente fatale, che può insorgere rapidamente dopo l’esposizione ad alimenti, farmaci, punture di imenotteri o altri allergeni. Ma in Italia l’accesso agli autoiniettori di adrenalina, dispositivi che consentono al paziente o a chi lo assiste di intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi, non è ancora garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Due autoiniettori non garantiti ovunque
La questione non è solo amministrativa. Le raccomandazioni europee indicano che i pazienti a rischio di anafilassi dovrebbero avere sempre a disposizione due autoiniettori di adrenalina e portarli con sé. Questo perché in alcune situazioni una sola somministrazione può non essere sufficiente, i sintomi possono ripresentarsi o l’arrivo dei soccorsi può richiedere più tempo del previsto.
«L’autoiniettore di adrenalina è uno strumento essenziale nella gestione dell’anafilassi fuori dall’ospedale. Garantire un accesso equo significa aumentare la sicurezza dei pazienti e delle famiglie», sottolinea Alessandro Marra (ASST Rhodense, Presidio Ospedaliero di Garbagnate Milanese, Milano), coautore dell’analisi. «Le differenze regionali rischiano di creare percorsi non omogenei e di rendere meno prevedibile la risposta in caso di emergenza. È necessario lavorare a una maggiore armonizzazione delle politiche di rimborso e approvvigionamento, insieme a programmi di educazione rivolti a pazienti, caregiver, scuola e operatori sanitari».
L’anafilassi è una reazione sistemica tempo-dipendente, che richiede riconoscimento rapido e trattamento immediato. Nel bambino, i principali fattori scatenanti sono spesso gli alimenti, tra cui latte, uova e frutta a guscio. Negli adulti, invece, sono più frequenti le forme correlate a farmaci e veleno di imenotteri. Tra i fattori associati a reazioni più severe vengono segnalate anche patologie respiratorie, come l’asma, e condizioni quali la mastocitosi.
«Per un paziente a rischio, poter contare su due dispositivi non è un dettaglio burocratico», aggiunge Marra. «Significa avere una possibilità in più di intervenire in modo tempestivo e appropriato se la prima dose non è sufficiente, se la reazione si ripresenta o se i soccorsi non sono immediatamente disponibili. Per questo l’accesso agli autoiniettori non dovrebbe dipendere dal luogo di residenza».
Il dettaglio Regione per Regione
Secondo la tabella riportata nel lavoro, le Regioni in cui risultano rimborsati due autoiniettori l’anno sia per bambini sia per adulti sono Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana. In queste aree il modello appare più vicino all’indicazione di garantire due dispositivi alle persone a rischio.
In altre Regioni il quadro è più articolato. Nei bambini, la copertura con due autoiniettori l’anno è indicata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Situazioni variabili o condizionate sono invece riportate in Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta. Sardegna e Provincia autonoma di Bolzano risultano, secondo la tabella, a un solo autoiniettore l’anno per la popolazione pediatrica.
Negli adulti, il rimborso di due autoiniettori l’anno è indicato in Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Veneto. In Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria e Valle d’Aosta il dato è riportato come 1–2 autoiniettori l’anno, quindi con possibile accesso condizionato o variabile al secondo dispositivo. La Sardegna risulta, nella tabella, a un solo autoiniettore l’anno anche negli adulti.
Quadro sintetico regionale: numero di autoiniettori rimborsati
| Regione / Provincia autonoma | Bambini | Adulti |
| Abruzzo | 2/anno | 1–2/anno |
| Basilicata | 2/anno | 2/anno |
| Calabria | 2/anno | 2/anno |
| Campania | 2/anno | 1–2/anno |
| Emilia-Romagna | 2/anno | 2/anno |
| Friuli Venezia Giulia | 2/anno | 1–2/anno |
| Lazio | 2/anno | 2/anno |
| Liguria | 2/anno | 1–2/anno |
| Lombardia | 2/anno | 1–2/anno |
| Marche | 2/anno | 1–2/anno |
| Molise | 2/anno | 1–2/anno |
| Piemonte | 1–2/anno | 1–2/anno |
| Puglia | 2/anno | 1–2/anno |
| Sardegna | 1/anno | 1/anno |
| Sicilia | 2/anno | 1–2/anno |
| Toscana | 2/anno | 2/anno |
| Provincia autonoma di Bolzano | 1/anno | 1–2/anno |
| Provincia autonoma di Trento | 2/anno | 1–2/anno |
| Umbria | 2/anno | 1–2/anno |
| Veneto | 1–2/anno | 2/anno |
| Valle d’Aosta | 1–2/anno | 1–2/anno |
Questa eterogeneità, sottolinea l’analisi, riflette anche l’assenza di regolamenti regionali aggiornati e uniformi sulla fornitura e sul rimborso degli autoiniettori di adrenalina. In alcune aree, la gestione può risultare legata a prassi locali o alla disponibilità dei dispositivi, con il rischio di creare differenze concrete nella capacità dei pazienti di affrontare un’emergenza. Accanto all’armonizzazione delle regole, il lavoro richiama anche il ruolo delle associazioni di pazienti, fondamentali per migliorare la consapevolezza sull’anafilassi, promuovere l’uso corretto degli autoiniettori e favorire strategie nazionali condivise. La gestione dell’emergenza allergica, infatti, non si esaurisce nella prescrizione del dispositivo, ma richiede informazione, addestramento pratico e percorsi coordinati tra specialisti, medicina territoriale, famiglie, scuola e istituzioni.
«Serve un modello più chiaro, aggiornato e omogeneo», conclude Marra. «La disponibilità dell’adrenalina autoiniettabile è un tema di sicurezza, equità e appropriatezza clinica. Un paziente a rischio di anafilassi deve poter contare sulle stesse opportunità di prevenzione e gestione dell’emergenza, indipendentemente dalla Regione in cui vive».
Box di servizio
Che cos’è l’anafilassi. L’anafilassi è una reazione allergica sistemica grave, a esordio rapido, che può coinvolgere cute, apparato respiratorio, apparato cardiovascolare e gastrointestinale. Può essere potenzialmente fatale se non riconosciuta e trattata tempestivamente.
A cosa serve l’adrenalina autoiniettabile. L’adrenalina autoiniettabile consente al paziente o al caregiver di somministrare rapidamente il farmaco in caso di reazione anafilattica. È indicata per le persone a rischio e rappresenta il trattamento di prima linea nell’emergenza anafilattica.
Perché possono servire due dispositivi. La disponibilità di due autoiniettori è raccomandata perché in alcune situazioni una sola dose può non bastare, i sintomi possono ripresentarsi o l’arrivo dei soccorsi può richiedere più tempo del previsto.
Referenze
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- Tanno LK, et al. Global disparities in availability of epinephrine auto-injectors. World Allergy Organization Journal.2023;16(10):100821.
CONGRESSO NAZIONALE AAIITO
9-11 maggio 2026
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